Chiesa dei Santi Vincenzo e
Anastasio
Dedicata
ai SS. Vincenzo e Anastasio, all’interno è in stile
rinascimentale, con pianta a tre navate e quattro
campate, senza transetto. La navata centrale ha volta a
botte e si prolunga in un presbiterio absidato; le due
laterali hanno volta a crociera e terminano in una
cappella non absidata sormontata da un cupolotto. Ai due
lati si aprono otto cappelle. Particolarmente elegante e
pregevole la facciata in stile tardo-barocco,
caratterizzata da elementi architettonici <sottili
lesene affiancate l’una all’altra, corpo centrale più
stretto, timpano quasi inesistente e nascosto da una
grande scultura, fronte curvilineo) che conferiscono
particolare slancio verso l’alto alla costruzione.
Completa il complesso il Campanile che, seppur edificato
in epoca successiva, è coerente per impostazione
stilistica con la vicina Chiesa. Fu costruito nel 1883.
su disegno semplificato dello stesso Vittone,
utilizzando per le fondazioni i mattoni ricavati dalla
demolizione, a ciò finalizzata, dell’antica
“Torre-Porta”, che sorgeva poco distante.
Particolarmente snello, slanciato verso l’alto per 52
metri, ha base quadrata di appena 4,60 metri dilato ed è
sormontato da una croce. Dalle origini fino ad allora la
Chiesa era rimasta priva di un campanile proprio perché
utilizzava le campane della vicina porta del ricetto
medioevale.
In una bolla di Innocenzo III, del 25 ottobre 1141,
nell’elenco delle chiese dipendenti dalla Collegiata di
S. Maria di Chieri, compare anche una “eccìesiam Sancti
Vincentii de Campiano” e si accenna alla curtis di
Cambiano, cioè ad un possedimento agricolo. Al centro
della curtis esisteva dunque una pieve, intitolata a 5.
Vincenzo, probabilmente sorta neII’XI secolo ad opera
del Monastero di Nonantola (provincia di Modena). Questa
primitiva chiesa romanica, circondata dal cimitero,
doveva essere di dimensioni non piccole, perché nella
bolla sono già attestate più cappelle.
Probabilmente nel XIV secolo, la chiesa venne
ricostruita in stile gotico, a tre navate. Al 1474
risale anche il fonte battesimale. Nel XVI secolo
l’edificio subì una terza fase di edificazione, secondo
il gusto rinascimentale. Nel secondo ‘500 alla primitiva
intitolazione a S. Vincenzo (diacono, morto martire a
Saragozza sotto l’imperatore Diocleziano) si aggiunse
quella a S. Anastasio (monaco persiano morto nel 618).
Altri rimaneggiamenti ed ampliamenti subì la chiesa alla
fine deI 1600. Nel 1740 venne completata con una nuova
facciata, quella attuale, eseguita su disegno
dell’architetto Bernardo Vittone, uno dei massimi
esponenti del Barocco piemontese, appartenente forse a
una famiglia di” calzeteri” (produttori di calze di
seta) di origine cambianese.
All’interno è conservata una preziosa statua lignea
dorata del 1623 raffigurante la Madonna delle Grazie con
Gesù Bambino, ex voto di una delle più facoltose
famiglie chieresi dell’epoca, i coniugi Giovanna Maria e
Fortunio Tana (cugino di S. Luigi Gonzaga). Degno di
nota anche l’altare risalente al 1677 nella cappella
adiacente l’altare maggiore, in fondo alla navata di
sinistra, dedicato alla Madonna del Rosario, con una
pregevole statua in legno della Madonna in una nicchia
contornata da 15 formelle che raffigurano i misteri deI
S. Rosario.