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      MONUMENTI STORICI  SAN MAURO
       
   

 

Castello di Sambuy

Il primo feudatario di Sambuy fu il nobile Nicolino da Rivalta, il quale lo ebbe dall'abbazia di San Mauro verso il 1300. Questo feudo rivestì per svariati secoli una
notevole importanza strategica, pertanto fu al centro di numerose vicissitudini, passando nelle mani di diversi proprietari, fino al 1772, anno in cui la signoria di Sambuy venne eretta in contea da re Carlo Emanuele III. Quindi, a partire da tale data, i membri della Famiglia dei Balbi Bertone, tuttora proprietari della tenuta, presero il titolo di Conti di Sambuy.
DEGNI DI NOTA - l’aranciera costruzione neogotica attribuita a Pelagio Pelagi ed il Giardino “all’italiana” che orna il castello.
Questo feudo rivestì per svariati secoli una notevole importanza strategica ed è pertanto oggi una delle attrazioni storiche più importanti insieme all’Abbazia di Santa Maria di Pulcherada. Con la sua estensione era secondo solo all’insieme dei beni abbaziali, sparsi però in varie parti del territorio. Questa dimora è la residenza più ricca di storia di tutto il territorio di San Mauro
Torinese. Ubicata a circa 230 metri di altitudine la costruzione sorge quasi ai confini con Castiglione, luogo che fu per secoli precaria zona di confine tra il Marchesato ed i Savoia.
La famiglia che prese possesso dell’antico feudo proveniva da Chieri e fu infeudata nel lontano 1430; ma il primo feudatario di Sambuy fu il nobile Nicolino da Rivalta, il quale lo ebbe dall’abbazia di San Mauro verso il 1300 con piena giurisdizione.
Balbo Bertone ebbe il feudo con atto del 4 ottobre 1430 ed i suoi eredi lo possedettero per oltre cinque secoli praticamente fino ai giorni nostri.
Il feudo continuò a tramandarsi di padre in figlio fino a Carlo Emanuele, per il quale dal re di Sardegna Carlo Emanuele III il 7 gennaio 1772 la signoria di Sambuy fu eretta in contea e da allora i membri della nobile famiglia dei Balbi Bertone presero il nome di “Conti di Sambuy”.
Fino al 1800 il Castello di Sambuy era fiancheggiato a nord e ad est dalle case che formavano il borgo principale, oltre alle costruzioni esistenti sulla collina e nella valle Rivo Dora; data anche la particolare conformazione morfologica del territorio, non vi erano presenza edilizie nei versanti sud ed ovest.
Dopo il 1820 il conte Camillo Balbo Bertone acquistò progressivamente tutte le case formanti il borgo attorno al castello e parte furono abbattute al fine di realizzare l’attuale parco, la scuderia e l’aranciera.
La cappella, la cui erezione risale presumibilmente al XIV secolo è dedicata all’Immacolata Concezione e fa parte delle pertinenze del Castello.
Il conte Camillo, intorno al 1840, restaurando la cappella eresse l’attuale facciata.
Costruì pure il muro di cinta lungo la strada nazionale, ornandolo con della cancellata in ferro e dei pilastri in pietra.
Nell’ottobre del 1850 il territorio circostante il castello fu scelto da Vittorio Emanuele II per la simulazione di una manovra di guerra, ed inoltre, il re cedendo alle insistenze di Alfonso Lamarmora e Massimo D’Azeglio, acconsentì all’ingresso del Conte di Cavour nel Consiglio della Corona, aprendo così una gloriosa pagina della storia d’Italia.
L’edificio principale, a pianta rettangolare, ha l’ingresso principale sopraelevato e vi si accede da due scale esterne a doppia rampa.
Sulla destra, a qualche decina di metri, è possibile ammirare una pregevole costruzione in stile neogotico attribuita la pittore, scultore e architetto Pelagio Pelagi, una delle più significative figure d’artista che lavorarono in Piemonte verso la metà del secolo scorso.
Questa costruzione caratterizzata da nove archetti ad ogiva con contrafforti, fu realizzata successivamente alle costruzioni retrostanti. Il risultato è una corte chiusa su quattro lati che una recente opera di restauro ha reso particolarmente apprezzabile.
Nel “giardino all’italiana” opera del disegnatore savoiardo Curtino, che circonda il Castello è possibile ammirare alberi secolari di dimensioni notevoli che si alternano a sculture e bassorilievi variamente ubicati. Proseguendo ancora verso est si incontra un altro corpo di fabbrica che, grazie a recenti lavori di adattamento si è trasformato in scuderia con annessi servizi.

 
 

 

 
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